24 settembre 2018

È il ristorante Zenobi di Colonnella ad aggiudicarsi uno dei sei premi speciali che la guida Osterie d’Italia 2019 di Slow Food ha scelto di assegnare quest’anno per la prima volta ad alcuni locali particolarmente meritevoli. Alla storica insegna della provincia teramana è andato il premio Migliore interpretazione della cucina regionale con la seguente motivazione: “Patrizia Corradetti da oltre vent’anni interpreta la cucina teramana con conoscenza, passione, personalità. I suoi piatti sono un inno alle colline del teramano ricche di tradizioni pastorali e di grandi artigiani”.

Patrizia Corradetti sorridente al centro con i figli (ph. Slow Food)

Patrizia Corradetti sorridente al centro con i figli (ph. Slow Food)

Questa la testimonianza della chef raccolta durante la presentazione della guida avvenuta questa mattina a Torino nel corso dell’ultima giornata di Terra Madre Salone del Gusto 2018: «Faccio la cuoca di campagna da venticinque anni e da venti ho la Chiocciola della guida alle Osterie. Quando ho cominciato non sapevo fare niente, ma ho resistito e ho imparato. Oggi ho la fortuna di abitare in campagna, di avere un’azienda agricola di proprietà e di avere i miei figli come collaboratori. Io sono una nonna vera nella cucina di un’osteria e ne sono orgogliosa».

Come già anticipato qui, sono undici le Chiocciole assegnate all’Abruzzo nell’edizione 2019 della guida. Ai confermati Borgo Spoltino (Mosciano Sant’Angelo), PerVoglia (Castelbasso), Vecchia Marina (Roseto degli Abruzzi) e Zenobi (Colonnella) per la provincia di Teramo; La Bilancia (Loreto Aprutino), La Corte (Villa Raspa di Spoltore), Font’Artana (Picciano) e Taverna 58 (Pescara) per quella pescarese; Sapori di Campagna (Ofena) e Taverna de li Caldora (Pacentro) per la provincia aquilana; si aggiunge anche Cibo Matto di Vasto dello chef Jean Pierre Soria.

DSC_1545Tra i premiati, così si è espresso Gennaro d’Ignazio della Vecchia Marina di Roseto degli Abruzzi: «Io chiudo l’osteria per tutto il mese di agosto perché con il fermo pesca in atto non potrei offrire pescato di qualità. La gente vuole piatti che partono da una grande materia prima e per questo è importante coinvolgere i produttori nel nostro lavoro, assicurando la continuità dell’acquisto e creando un rapporto di fiducia. E poi quando la materia prima è trattata con rispetto, come nel caso della pesca ecosostenibile, il prodotto è più buono perché non è maltrattato».

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