La creatività di chef Alfonso, un connubio di occhio, pancia e testa dove nulla è lasciato al caso. Una sperimentazione continua e gioiosa, che parte da lontano: prima il ricordo, poi il piatto.

Ama-sushi-foto-1-01La filosofia è splendidamente messa nero su bianco dallo chef Alfonso Caradio nel menù-manifesto della sua cucina che arriva “dal basso e da molto lontano nel tempo. E’ fatta di memoria. I gesti di mia madre, i sapori che mi hanno cresciuto, i piatti della tradizione, la conoscenza delle materie prime e del loro ciclo di vita”. Sin dal menù, che varierà nel corso dell’anno nel rispetto della stagionalità dei prodotti, è chiaro che prima nasce il ricordo, poi il piatto; prima il progetto, poi l’esecuzione. Una cucina in cui lo chef sperimenta di continuo in maniera gioiosa, fatta di istinto. “È la parte più creativa di me – racconta chef Alfonso, che mentre parla già pensa al suo prossimo progetto (spiedino di scampo con melanzana, disidratata e cotta a bassa temperatura e polvere di corallo… ops non può svelarci di più!) – quella che mi spinge a sperimentare sempre e sporcarmi le mani, come un pittore con i suoi colori. Questo è quello che so fare, il mio mestiere. Occhio, pancia e testa”.

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Un tocco d’oriente a Giulianova e un nuovo menù à la carte pesce. Per chi ama una cucina fatta d’istinto e di sapori in primo piano.

C’è il menù degustazione (quattro antipasti, primo, secondo, dolce) preparato dallo chef in base al pescato del giorno. Il resto è viaggio: tra i delicati carpacci di scampi, tartare di tonno con mozzarella, cocco e lime, crudo di calamaretti con bietolina e acqua di pomodoro.

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Si spazia attraverso gli antipasti freddi – alici, pomodoro e mozzarella; lo sformatino di farro con mazzancolle allo zenzero, l’insalatina di mare shabu-shabu – e caldi: charlotte di salmone e bieta, crema di cicale di mare, la zuppetta di cozze rivisitata con erbe e lardo di arnad, la polenta con seppioline e colatura di alici.

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Ampia scelta di primi: dalla chitarra della tradizione teramana con patate arselle e maggiorana, al sublime Spaghettoro Verrigni con scampi crudi e cotti, il mezzo pacchero, gli gnocchi di patate di barbabietola, il tortello bianco e nero con ricotta e ventresca di tonno. Accostamenti cromatici sapienti, ma sempre nel rispetto dell’identità del piatto.

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Un autentico viaggio sensoriale per deliziare il palato degli avventori più esigenti con piatti di pesce freschissimo e intrigarli con una cucina della tradizione che sposa la continua ricerca e innovazione, specchio fedele dell’anima fusion di Ama Sushi.

“L’assemblaggio degli ingredienti – spiega chef Alfonso -, anche se inedito, deve avere una sua rigorosa logica e dare priorità al gusto: valorizzare sempre il sapore”. Di emozione in emozione si arriva ai secondi: la scaloppa di branzino, il filetto di rombo in crosta di patate (e un tocco magico di ragù di mazzancolle) e la frittura di paranza con tempura di verdure.

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Dulcis in fundo, le raffinate proposte di pasticceria, tra cui il “tiramisuppergiù” al limone, la panna cotta alla cannella e il parfait e croccantino in salsa mou.

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Completa l’offerta un affiatato lavoro di squadra con Miriam, Livia e Fabio, socio del titolare Dario Lamolinara, e un servizio impeccabile, in un ambiente minimal dai dettagli raffinati, dove si possono assaporare fronte mare le fragranze dell’ars culinaria tradizionale nipponica.
Giulianova (Te) Lungomare Zara, 71  \  T 085 8004176  \  amasushiclub.it

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