16 gennaio 2012

All’imbocco della Valle del Giovenco, tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Sirente-Velino, sorge una cittadina della Marsica dalle origini remote: Pescina. Il nome deriverebbe dalla probabile usanza di un tempo  di utilizzare delle ‘piscine’ riempite con le acque del fiume Giovenco per pescare le trote e cacciare le anatre

testo a cura della redazione, foto di Emanuele Chiocchio

città di Pescina

Qui sono ancora visibili resti di antiche mura ciclopiche, il che fa ipotizzare la presenza dell’uomo sin dalla preistoria. Pescina (Aq) è un luogo ricco di storia e cultura, crocevia di personalità importanti. Si rivela al suo visitatore sotto molteplici punti di vista: da quello architettonico-archeologico a quello storico-culturale, passando per suggestivi itinerari naturalistici e affascinanti percorsi religiosi.

Le due torri
Visitare Pescina significa addentrarsi in un centro storico tipicamente medievale, disseminato di chiese, edifici civili e monumenti di grande pregio. Sul centro abitato di Pescina, al di sotto delle mura pelasgiche, dominano i resti del castello medievale, con l’imponente torre ancora ben conservata e ben visibile anche dall’autostrada A25 Roma-Pescara. Si tratta dei resti del castello appartenente ad Ugone del Balzo col nome di “Rocca Vecchia”, detto poi “Piccolomini” dalla famiglia che a lungo governò queste terre. Un’altra torre colpisce gli occhi del visitatore per la sua bellezza. Si erge nella frazione Venere del comune di Pescina, sovrastandone il centro abitato. La torre risale al XIII secolo, quando era parte di un sistema di torri d’avvistamento sparse lungo le sponde del lago Fucino.

Respirando storia e cultura
Oggi Pescina è nota in ambito internazionale per aver dato i natali a diversi personaggi di rilievo. È la patria del cardinale Giulio Raimondo Mazzarino (1602-1861), primo Ministro di Francia sotto il Re Sole Luigi XIV e successore del cardinale Richelieu (foto in basso), e di Ignazio Silone (pseudonimo di Secondino Tranquilli, 1900-1978), tra le più autorevoli voci del Novecento letterario e scrittore di fama (autore di “Fontamara”, “Il segreto di Luca” ed altri romanzi ambientati in queste terre). Le sue ceneri riposano sotto il campanile della chiesa di San Berardo, secondo la sua volontà testamentaria.
Il paese, orgoglioso dei suoi figli illustri, ospita nella “Casa Museo Mazzarino” una mostra permanente di cimeli e documenti del cardinale. L’istituzione Casa Museo Mazzarino si trova accanto alla loggetta della casa natale del Cardinale (un tempo monastero di Santa Chiara), in una costruzione del 1971-1972, realizzata per merito di un “mecenate” milanese, Gervaso Rancilio, di Madaleine Laurien Portemer,  direttrice della “Biblioteca Mazzariniana” di Parigi, di un comitato civico pescinese e di alcune associazioni francesi ed è posta nella parte alta di Pescina, a pochissima distanza dalla tomba di Ignazio Silone.
ll Teatro San Francesco, in passato Monastero dei Minori Conventuali, carcere e poi abitazione per gli sfollati, ospita oggi il Centro Studi Silone, una sala conferenze e la ricostruzione dello Studio dello scrittore, dono della moglie Darina unitamente ad un’ampia raccolta di materiale inerente la vita di Silone. Tra le attività del Centro Studi l’organizzazione del Premio Letterario Internazionale “Ignazio Silone”, la raccolta e la diffusione di pubblicazioni siloniane; e quest’anno sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, si svolge inoltre la mostra documentaria itinerante, dedicata allo scrittore di Fontamara: “L’Arte è un fiore selvaggio, ama la libertà”.

La bellezza delle chiese
La parte più suggestiva di Pescina è costituita dalle numerose chiese che ne hanno caratterizzato la storia. Passeggiando in questa cittadina, si rintraccia un’eredità storica che arricchisce il visitatore, fra cultura e spiritualità. La Chiesa di Sant’Antonio esisteva già nel 1200, come Santa Maria dell’Annunziata. San Francesco d’Assisi nel 1225 soggiornò nella località per circa quattro mesi e fece costruire il convento accanto alla chiesa, che fu ampliata ed in seguito dedicata al Santo. Successivamente fu dedicata a Sant’Antonio da Padova. Il prospetto in pietra calcare lavorata fu realizzato verso la fine del 1300, la parte superiore vi fu aggiunta successivamente. Nel 1393 il Conte di Celano e Barone di Pescina, Ruggiero, diede un notevole contributo per l’ampliamento della chiesa e del confinante convento dei Minori Conventuali.
Nel 1393, sul portale in stile romano – gotico, il conte Ruggiero vi fece apporre scolpito in pietra lo stemma dei conti di Celano. La parte superiore della facciata è di stile rinascimentale, i lavori furono eseguiti sotto la direzione dell’architetto Giovanni Artusi Canale (1609 – 1676) negli anni 1640 – 48. Vi lavorarono successivamente anche altri artisti. Negli anni 1863 – 72, il convento fu soppresso e la Chiesa è tuttora frequentata per il culto e amministrata e curata dalla confraternita di S. Antonio da Padova.
Un altro luogo di culto di cui Pescina va fiera è il Duomo di Santa Maria delle Grazie, unica chiesa nella Marsica ad avere il titolo di Concattedrale dei Marsi. I lavori di costruzione iniziarono verso la fine del 1500 ed andarono avanti fino al 1800. Fu consacrata nel 1606 ma nel 1580 era già stata adibita ufficialmente a sede della Diocesi dei Marsi, con bolla papale di Papa Gregorio XIII. Nel 1631 le ossa di S. Berardo trovarono destinazione nella cappella della navata laterale sinistra della nuova cattedrale. Con il sisma del 1915, quest’ultima fu in gran parte danneggiata e solo nel 1930 sottoposta a restauro ma ormai con il Vescovo Pio Bagnoli la sede episcopale e il seminario erano stati trasferiti ad Avezzano. Durante la seconda guerra mondiale, la cattedrale fu colpita dal bombardamenti e successivamente restaurata. Dal 1954 ospita nuovamente le spoglie di San Berardo in una decoratissima cappella.
San Berardo, il cui campanile è il pastore della Fontamara descritta da Silone nell’omonimo romanzo, invece, fu prima ex Santa Maria del Popolo o della Porta e la prima notizia certa della sua esistenza viene dalla bolla del Papa di Papa Lucio III del 1181. Cominciò ad essere chiamata come oggi dal 1361, quando l’allora Vescovo dei Marsi, Monsignor Tommaso Pucci da Pescina, vi trasferì le spoglie del Santo dalla distrutta chiesa di Santa Sabina in Marruvium. Successivamente monsignor De Vecchis, nell’anno 1719, fece ristrutturare la vecchia chiesa. Prosegui l’opera monsignor Barone che vi aggiunse la torre campanaria, l’altare nuovo dove fece sistemare le reliquie di S. Berardo. Nel 1739 monsignor Bolognese abbellì ulteriormente la chiesa che fu consacrata da monsignor Bizi il 12 Maggio 1743. Subì danni dal terremoto del 1915, fu ristrutturata in parte e vi si ufficiò fino al 1954, quando l’allora parroco don Nazzareno Baroni per ordine del genio civile d’Avezzano e d’intesa con la Soprintendenza delle Belle Arti d’Abruzzo, la demolì completamente; restò parte del recinto perimetrale e parte della torre campanaria.
Nel 1978, esaudendo le aspettative testamentarie di Ignazio Silone, che voleva essere seppellito sotto la torre di S. Berardo con una croce appoggiata al muro e la vista del Fucino in lontananza, l’allora amministrazione comunale predispose così ed oggi Silone è seppellito nel luogo da lui scelto. In anni più recenti (1993) sono state rimosse le macerie di crollo dall’interno della Chiesa e oggi  restano visibili ed in buono stato di conservazione alcune parti basamentali in pietra e alcuni elementi decorativi.

Territorio e curiosità
In un suggestivo scenario montano, il fiume Giovenco bagna Pescina attraversandola da nord a sud, fino a gettarsi nei collettori della Piana del Fucino e poi sfociando nel bacino del Liri. La denominazione deriverebbe da luventio Sannita che fu sconfitto da Silla in una storica battaglia in riva alle sue acque che si colorarono del sangue dei numerosi Sanniti caduti. Specie autoctone del Giovenco sono il gambero d’acqua dolce (l’Austropotamobius Pallipes Italicus), l’Alborella e la Trota Fario. Per questo la cucina della trota è tipica della gastronomia locale e ad essa Pescina dedica un’importante sagra annuale.

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