6 settembre 2019

L’intesa stipulata tra Regione e Conferenza episcopale abruzzese si pone come fine la valorizzazione del patrimonio religioso territoriale

san gabriele santuario

Il Santuario teramano di San Gabriele.

Una parte della ricchezza della nostra Regione è sicuramente costituita dalla cultura, dalla storia e dall’arte del variegato e unico patrimonio religioso. Un bene d’inestimabile valore che rende tutti ancor più consapevoli della necessità di preservarli e di renderli fruibili al grande pubblico.

Sono queste le considerazioni emerse durante il confronto avvenuto nella prima riunione tra Regione Abruzzo e Conferenza episcopale abruzzese che costituisce l’inizio di un percorso che si prefigge l’obiettivo di promuovere i “beni religiosi” che possono annoverarsi, fra gli altri, quali mete turistiche di non secondaria importanza.

S.Michele Arcangelo

La grotta di San Michele Arcangelo a Liscia, con la sorgente miracolosa.

L’Assessore al Turismo Mauro Febbo, rivolgendosi al Vescovo di Sulmona Michele Fusco (designato dalla Cei abruzzese quale rappresentante nel seguire le iniziative legate al protocollo d’intesa siglato lo scorso maggio), si dimostra entusiasta di tale collaborazione, convinto che «porterà risultati importanti in campo turistico perché l’Abruzzo può contare su un patrimonio religioso che rappresenta una ricchezza inestimabile dal punto di vista storico e architettonico»

Il tavolo tecnico si metterà subito all’opera per sviluppare il progetto “Cammini religiosi” che ha già riscosso notevoli riscontri da parte del pubblico. La volontà di Cei e Regione è quello «di valorizzare il parco culturale ecclesiale, mettendo in risalto il valore e la bellezza delle opere religiose […] e predisporre un piano di interventi ad hoc».

 

 

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