20 maggio 2014

di Ivan Masciovecchio.

ph. Andreas Waibl

ph. Andreas Waibl

Caratterizzato tra le altre cose dalla presenza di uliveti secolari che ne circoscrivono l’abitato, lo splendido borgo-presepe di Loreto Aprutino colpisce al cuore non appena lentamente si disvela in tutta la sua bellezza lungo la panoramica statale 151. Oltre a storici produttori di vino e ad un bellissimo Museo di Storia dell’Arte Olearia d’Abruzzo realizzato all’interno di un antico frantoio di fine ‘800, da qualche anno ospita la sede dell’Associazione per la valorizzazione del Tondino del Tavo, nata con lo scopo di tutelare e rilanciare la produzione di questa straordinaria tipicità regionale, oggi quasi del tutto dimenticata, soppiantata da altre tipologie di legumi, più facili da coltivare ma dalla dubbia qualità.

Inserito dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, il fagiolo tondino del Tavo trova storicamente il suo habitat naturale lungo la vallata del fiume omonimo, nel territorio dei comuni compresi tra Farindola e Cappelle sul Tavo. Data la sua tipologia di pianta rampicante, viene allevata con l’ausilio di un tutore di legno. Necessita di un terreno non troppo profondo, di natura sabbiosa e ghiaiosa, nonché di un apporto idrico abbastanza elevato. Il suo ciclo colturale, della durata di circa sei mesi, prende avvio tra il 15 giugno ed il 15 luglio con la semina; prosegue con la fioritura, prevista mediamente intorno alla seconda decade di agosto; e termina tra novembre e dicembre con la raccolta, quando il baccello – non più grande di 8-10cm. e dalla forma classica – è ormai secco.

ph. archivio Arssa

ph. archivio Arssa

Il seme in esso contenuto, invece, si presenta tondeggiante (da qui il nome) e di dimensioni medio-piccole (8mm x 6mm), con una buccia sottilissima e lucida ed un colore che va dal bianco latte all’avorio, con tendenza però a scurirsi a causa delle muffe qualora – durante la fase di maturazione – l’annata si presenti particolarmente umida e piovosa; in questo caso il prodotto, rigorosamente selezionato a mano anche per verificarne le dimensioni, sarà inutilizzabile e pertanto inevitabilmente scartato.

Presieduto dal produttore Fabio Belfiore, la cui famiglia può certificare una discendenza contadina fin dal 1851, il sodalizio lauretano annovera tra i suoi soci anche Domenico Speranza, storico ristoratore locale impegnato da sempre nella valorizzazione del prezioso legume. Tra le prime iniziative portate a termine, un accordo sinergico stretto con l’antico pastificio Verrigni – altra realtà d’eccellenza regionale – per la distribuzione e la commercializzazione a livello nazionale delle prime confezioni del prodotto, veicolato unitamente al logo dell’associazione grazie alla forza del brand rosetano sinonimo di qualità. Sul versante istituzionale, invece, è in dirittura d’arrivo il disciplinare di produzione, redatto in collaborazione con l’assessorato regionale all’Agricoltura. Infine, grazie al coinvolgimento di Slow Food, è stato avviato l’iter per l’assegnazione al tondino del Tavo dell’ambìto riconoscimento del Presidio.

E chissà che in occasione del Salone del Gusto in programma a Torino nel prossimo mese di ottobre, l’Abruzzo non possa presentare all’universo gourmet una nuova squisitezza tutta da gustare, magari condita esclusivamente con un filo di olio evo DOP Aprutino Pescarese, altra straordinaria tipicità di quell’area vestina scrigno di sapori e biodiversità.

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