22 luglio 2014

A sostegno dell’agricoltura e del turismo rurale, la Regione promuove e affianca le aziende agrituristiche: realtà in grado di rappresentare la qualità dei nostri prodotti e l’ospitalità del territorio

La Regione Abruzzo, su proposta dell’assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo, ha attivato nel 2011 la misura 311 del Psr 2007-2013 denominata “Diversificazione verso attività non agricole” e in particolare l’azione 1, diretta a favorire gli investimenti in attività agrituristiche. Grazie a questo specifico bando promosso nell’ambito del Programma di sviluppo rurale, la Regione ha innescato sul territorio regionale una serie di esternalità positive investendo circa 20 milioni di euro destinati al rilancio di un settore strategico come quello dell’agriturismo. Grazie alla misura 311 nella regione sono sorte diverse nuove attività agrituristiche.

agristurismo

Foto di Roberto Cilli

Circa 90 aziende sono risultate beneficiarie di contributi per interventi di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione e restauro di fabbricati esistenti trasformati in alloggi agrituristici o in punti di ristoro, ma anche di sistemazione di spazi esterni, quali piazzole di sosta per camper e giardini o luoghi destinati all’organizzazione di laboratori, escursioni ed altre attività ricreative. Oltre alle iniziative realizzate nell’ambito del Psr, la Regione Abruzzo, si è dotata di una nuova legge che disciplina le attività agrituristiche, superando un ritardo pluriennale e varando un sistema di regole nuove e trasparenti. Il testo, costituito da 22 articoli, oltre a recepire il quadro normativo nazionale del 2006, semplifica i procedimenti amministrativi, consentendo l’avvio dell’esercizio dell’attività agrituristica con procedure più celeri e restituendo agli agriturismi la loro natura originaria, quella di strumento per la difesa e la valorizzazione del patrimonio territoriale, naturalistico ed enogastronomico locale.

Le nuove regole aprono alla vendita diretta dei prodotti agricoli e definiscono i metodi e le azioni per rendere più efficace la funzione dell’agriturismo a sostegno dell’agricoltura. In particolare, come stabilito dall’art. 2, si introduce la somministrazione di pasti e bevande elaborati partendo da prodotti agricoli di produzione propria o acquisiti da altre aziende del territorio regionale.
La Regione Abruzzo, che con tali iniziative punta a sostenere l’agricoltura promuovendo e disciplinando nel proprio territorio l’attività agrituristica, ha voluto agevolare la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali, tutelare i redditi nelle campagne e favorire l’autoimprenditorialità e la multifunzionalità, preservando e valorizzando l’immenso patrimonio naturale, territoriale e ambientale abruzzese.
Lo scopo è sostenere il turismo rurale e rinsaldare i legami tra città e campagna, diffondere la cultura della qualità dei prodotti e la conoscenza della filiera agricola, elementi sinergici al settore agricolo e di supporto all’intera economia regionale. Appare chiaro, quindi, come la connessione tra l’offerta turistica, la sostenibilità ambientale e il rilancio dell’agricoltura abbia un’importanza strategica in un’ottica di sviluppo integrato. Ad oggi gli agriturismi costituiscono realtà agricole plurifunzionali. Si tratta di aziende che alla produzione di materie prime e di prodotti tipici e di alta qualità affiancano servizi di ospitalità, traendo reddito sia dalla tradizionale attività di coltivazione e di allevamento del bestiame, sia dalla fornitura di servizi accessori, quali l’alloggio, la somministrazione di pasti e l’organizzazione di attività ricreative: un ponte dunque verso l’economia del futuro, meno irreggimentata nei vecchi schemi e più dinamica.

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