3 febbraio 2016

Gli abruzzesi sono stati nel corso dei secoli avveduti, galanti, generosi, fantasiosi, dinamici, coraggiosi e tenaci. Come dimenticare la fierezza sannitica? O i sacrifici dei marsicani? E la resilienza delle donne e degli uomini che qui affrontarono scontri di tutti i tipi, respingendo romani, cartaginesi, barbari, saraceni… ? Figure eccezionali come Maria Splendore o Vera Finavera, protagonisti come John Fante, i fratelli Rossetti, Melchiorre Delfico, Flaiano, Federico Caffè o Andrea Pazienza si comprendono solo alla luce del loro rapporto con l’Abruzzo, la cui geografia di confine era già mitica per Boccaccio, la topografia già fluida in Dante. Terra dai molteplici volti quella che si stende tra l’Adriatico e il Gran Sasso: le sue province si presentano caratterizzate e autonome addirittura dalla preistoria, traducendo le loro peculiarità in creatività artistica, politica, legislativa, enogastronoImmagine 1mica, in un folklore di strabiliante inventiva e potenza. Nel nuovo libro di Luisa Gasbarri, “101 perché sulla storia dell’Abruzzo che non puoi non sapere” (Newton Compton, Roma), l’estro random di una narrazione incalzante, ci guida attraverso i grandi momenti di svolta della lunga storia della nostra regione, le tante curiosità e gli aspetti meno noti di luoghi dalle tradizioni antichissime. Dalle cerimonie lustrali dedicate alla Grande Madre nelle grotte dell’aquilano, ai riti apotropaici del celebre Ager Hatrianus, alle criptiche opere dell’arte italica, ai misteri dei templari di Celestino, alla lungimiranza della Madama, di Mazzini, dei massoni teramani, tra siti magici – si pensi a Roccascalegna, al bosco Martese o a Castel Manfrino – gialli irrisolti, tesori nascosti, imperatori sognanti, santi scapestrati, friendership aliene. Partendo dai segni impressi dalla Storia sul paesaggio, il nuovo 101 della Gasbarri, che segue al successo del precedente “101 cose da fare in Abruzzo almeno una volta nella vita”, torna a offrirci temi d’ispirazione per i nostri tour all’interno della regione. Una piacevole lettura estiva che, con entusiasmo e rigore, rinnova l’inesauribile scoperta di uno dei territori più sorprendenti d’Italia.

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